Human Rights Nights Festival, dal 5 al 14 maggio a Bologna

by: Il Documentario in Emilia Romagna – May 04, 2017

Torna anche quest’anno a Bologna uno dei festival più impegnati sul versante della promozione e diffusione della cultura dei diritti umani e civili, d’Italia. Dal 5 al 14 maggio si svolge lo Human Rights Nights (HRNs), festival itinerante nei luoghi della città che ogni anno lo ospita, dalla Fondazione MAST, alla Cineteca, all’università di Bologna fino alle location dei concerti di Resistencia Sonora, dal Mercato Sonato a Binario69, grazie alla continua collaborazione di tutti i musicisti/amici del festival.

Proiezioni, incontri, dibattiti e workshop inseriti un programma eterogeneo, che quest’anno pone il focus su conflitti e resistenze, dalla Brexit all’ascesa di Trump, dall’irrisolta e sempre più conflittuale questione della Corea del Nord, dalla guerra in Siria al dramma dei rifugiati, per arrivare ai movimenti sociali nel mondo, manifestazione della Resistenza d’oggi. Mai come di questi tempi è necessario e urgente continuare a resistere e lottare, con la consapevolezza che il perseguire politiche globali che favoriscono e alimentano guerre e distruzione dell’ambiente, porterà a una sempre maggiore povertà della popolazione mondiale e a un incremento delle violenze che si riflettono oggi anche nell’adozione di politiche economiche che schiacciano determinati paesi per l’arricchimento di altri. Lo HRNs ci darà quest’anno la possibilità di vedere film come Invisible cities – Kakuma, Life on the border, Les Sauteurs, Wallah Je te jure, Un altro mondo, avvicinandoci a quel cinema dei diritti umani che mostra, attraverso documentari e fiction, le storie di chi continua a lottare per la libertà e i rispetto dei diritti, di tutti. Dai caschi bianchi in Siria, a SOS Mediterranée, a Medici Senza Frontiere, ai movimenti per i diritti civili e la difesa dell’ambiente degli indigeni, alle Women’s March e ai migranti che fuggono da guerre e povertà. Non mancherà, poi, il focus su cinema e registi italiani, che vede quest’anno presentare al festival tre film di notevole spessore: due documentari emiliano-romagnoli realizzati entrambi a Bologna – La prima volta di Roberto Cannavò, girato all’interno del carcere minorile del Pratello, La prima meta di Enza Negroni, realizzato all’interno del carcere della Dozza – e il film Per un figlio, del regista italo-srilankese Suranga D. Katugampala, rivelazione del giovane cinema italiano che si è arricchito della diversità e dell’incontro tra due culture. La musica si inserisce come strumento di resistenza, con il film della rapper iraniana Sonita; ci sarà spazio anche per esposizioni, installazioni visuali di arte e fotografia con alcune mostre: il reportage fotografico Looking for Odisseo di Luca Capponi; gli scatti di Raffaello Rossini (La merce siamo noi); il report visuale e fotografico di Gloria Chillotti, Resilienze, e l’inedita di Gianluca Iarlori, fotografo ufficiale del festival, con un progetto visivo che narra quella pluralità e quell’energia umana della città di Bologna che si esprimono attraverso la musica, l’arte in tutte le sue forme, il cibo, rappresentazione e metafora di chi si impegna per una società più giusta e più equa, che si incontra nelle sue differenze. Giulia Grassilli, direttore artistico del festival, racconta così le scelte di questa edizione:eravamo un po’ indecisi nella scelta della tematica di quest’anno, ma alla fine ci siamo resi conto che tutto quello che sta accadendo e che è accaduto in questi ultimi tempi doveva essere affrontato con un approccio di denuncia e promozione dei diritti umani ma, allo stesso tempo, era fondamentale iniziare a focalizzarsi su tutte quelle persone che si impegnano e credono in una società diversa, non incentrata sul profitto e sul dominio individuale che privilegia pochi”. La 17° edizione del festival di quest’anno è dedicata a tutti quelli che non si arrendono, continuano a lottare e a resistere.

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